Il suono guida il movimento? Una domanda sul Parkinson
PIN – PON – PIN – PON.
La persona muove alternativamente la mano destra e la sinistra.
Poi improvvisamente:
silenzio.
Che cosa succede?
Continua?
Rallenta?
Perde la sequenza?
Esita?
Si ferma?
Produce autonomamente PIN-PON per aiutarsi?
Cerca con lo sguardo l'operatore?
Sono proprio queste piccole differenze a interessarmi.
Possiamo infatti costruire tre condizioni molto semplici:
con il suono;
dopo l'interruzione del suono;
senza il suono.
E osservare la stessa persona nelle tre situazioni.
Il suono, in questo caso, non viene utilizzato per intrattenere e nemmeno come terapia.
Diventa uno strumento attraverso il quale costruire una situazione osservabile.
Possiamo registrare la seduta, naturalmente con il consenso della persona, e successivamente utilizzare una griglia.
Possiamo annotare il minuto preciso del video.
Possiamo osservare esitazioni, errori, interruzioni, mantenimento della sequenza e necessità di riproporre il riferimento sonoro.
Questo permette di passare da:
“Mi sembra che con il suono vada meglio”
a una domanda molto più seria:
“Che cosa cambia realmente nel comportamento motorio quando introduciamo o eliminiamo il riferimento sonoro?”
Non è ancora ricerca clinica.
Non dimostra un'efficacia.
Ma permette di osservare in maniera più sistematica.
Ed è proprio dall'osservazione che possono nascere domande da condividere con neurologi, neuropsicologi e ricercatori.

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