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domenica 26 luglio 2026

Parkinson e Grotte: Quaderno 3 : Quando una grotta diventa una lezione di ascolto

 

             Dentro il silenzio https://www.amazon.it/Dentro-silenzio-maestre-scienza-ascolto-ebook

Viviamo in un'epoca in cui tutto corre. Rumore, immagini, notifiche e parole riempiono ogni spazio della nostra giornata. Ma cosa accade quando tutto questo scompare?

È da questa domanda che nasce "Dentro il silenzio: Le grotte come maestre di scienza, ascolto e cura", il nuovo saggio di Clemente Ernesto De Martino, musicista, compositore e ideatore del metodo Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa (SASR).

L'opera si apre con la prestigiosa prefazione del dott. Pier Mauro Giachino, entomologo, naturalista e speleologo, tra i maggiori studiosi italiani ed internazionali del mondo sotterraneo. Una scelta che conferisce al volume una prospettiva scientifica e naturalistica, creando un dialogo autentico tra ricerca, ambiente e riflessione sull'essere umano.

Nella foto partendo da  sinistra: Clemente Ernesto prof. De Martino musicista, saggista, esperto nelle dinamiche dell'età involutiva e volontario associazione parkinsoniani del canavese ODV ,Valentina dott.ssa Balestra ricercatrice, speleologa naturalista e Pier Mauro Dott. Giachino  entomologo, naturalista, speleologo, biospeleologo, zoologo e ricercatore.


Non è un libro sulle grotte

A prima vista il titolo potrebbe far pensare a un'opera dedicata alla speleologia.

In realtà è molto di più.

Le grotte diventano un laboratorio naturale dove il silenzio assume un nuovo significato. Nel sottosuolo la vista perde importanza e l'ascolto torna protagonista. Ogni goccia d'acqua, ogni eco, ogni respiro raccontano qualcosa che normalmente il rumore della vita quotidiana ci impedisce di percepire.

Per De Martino il silenzio non rappresenta un vuoto.

È uno strumento di osservazione.

È una forma di attenzione.

È una responsabilità verso ciò che ci circonda.

Quando arte e scienza parlano la stessa lingua

Uno degli aspetti più originali del libro è il dialogo tra discipline apparentemente lontane.

L'autore mette in relazione la ricerca artistica con il pensiero scientifico attraverso figure internazionali come Éliane Radigue, Alvin Lucier, Pauline Oliveros, Bernie Krause e Chris Watson.

Musicisti, ricercatori del paesaggio sonoro e studiosi dell'ascolto che condividono un principio semplice ma rivoluzionario:

meno interferenze produciamo, più il mondo diventa comprensibile.

È un messaggio che supera la musica e diventa un invito a vivere con maggiore presenza e consapevolezza.

Nella foto partendo da  sinistra: Valentina Balestra, Pier Mauro Giachino, Clemente Ernesto De Martino e Filippo Spampinato volontario CRI ed associazione parkinsoniani del canavese ODV

Un libro che parla anche di benessere/cura

Pur non essendo un testo sanitario, il volume offre spunti preziosi per chi opera nella relazione con le persone.

Educatori, professionisti socio-sanitari, caregiver, insegnanti, operatori culturali e chiunque lavori con la fragilità troveranno una riflessione profonda sul valore dell'ascolto.

Il silenzio non viene presentato come assenza di comunicazione, ma come uno spazio che permette alla relazione di diventare più autentica.

Prima di intervenire, occorre imparare a osservare.

Prima di parlare, occorre imparare ad ascoltare.

Una rivoluzione silenziosa

"Dentro il silenzio" invita il lettore a cambiare prospettiva.

Non conquistare gli spazi, ma abitarli.

Non riempire ogni momento di parole, ma lasciare che la realtà possa esprimersi.

È una lettura che unisce natura, filosofia, arte, ricerca e umanità in un percorso originale, capace di trasformare il silenzio in una vera esperienza di conoscenza.

Per chi ama la speleologia, la natura, la musica, la riflessione scientifica e il valore dell'ascolto, questo libro rappresenta un invito a rallentare.

Perché, a volte, è proprio nel silenzio che iniziamo davvero a comprendere il mondo.



nella foto partendo da  sinistra: Pier Mauro Giachino, Valentina Balestra, Filippo Spampinato, Clemente Ernesto De Martino ed Enrico Lana speleologo, naturalista biospeologo, entomologo e ricercatore.


domenica 5 luglio 2026

Parkinson e Grotte-Quaderno 2: Dal buio alla fiducia






Quando le persone chiedono  di andare più in profondità

"Le esperienze più importanti non sono quelle che imponiamo, ma quelle che le persone scelgono di vivere."

Può il silenzio diventare un'occasione di ascolto? Può il buio, vissuto in sicurezza e accompagnato da professionisti, trasformarsi in un'esperienza capace di generare fiducia?

Da queste domande è nato il secondo incontro del progetto pilota Grotte e Parkinson, realizzato alle Grotte dei Dossi di Villanova Mondovì nei giorni lunedì 4 maggio e lunedì 18 maggio, grazie alla collaborazione tra l'Associazione Parkinsoniani del Canavese ODV, l'Associazione Turistica delle Grotte dei Dossi e un'équipe composta da speleologi, professionisti e volontari.

Il progetto non nasce con finalità terapeutiche, ma come esperienza osservativa dedicata alle persone che vivono con il Parkinson e ai loro caregiver, con l'obiettivo di comprendere come un ambiente naturale caratterizzato da silenzio, oscurità e riduzione degli stimoli possa essere vissuto in condizioni di massima sicurezza.



Un progetto costruito sulla sicurezza

Ogni partecipante è stato monitorato in quattro momenti della giornata:

  • all'arrivo;
  • immediatamente prima dell'ingresso in grotta;
  • al termine dell'esperienza nel buio;
  • dopo l'uscita dalla grotta.

Prima di iniziare è stato spiegato che ogni persona poteva interrompere l'esperienza in qualsiasi momento pronunciando una sola parola:

"Luce".

In quel preciso istante tutte le luci della grotta si sarebbero accese contemporaneamente e ogni operatore avrebbe illuminato il percorso con la torcia fissata sul proprio casco.

La sicurezza non era un dettaglio organizzativo.

Era parte integrante del progetto.


Due ambienti, due esperienze

Nel secondo incontro la grotta è stata suddivisa in due aree.

La prima, situata a circa dieci metri dall'ingresso, lasciava filtrare una leggera luce naturale. Questa scelta aveva lo scopo di ridurre l'ansia iniziale e permettere un primo contatto graduale con l'ambiente sotterraneo.

La seconda area si trovava più in profondità.

Qui, una volta spente le luci, il buio era assoluto.

Un'oscurità autentica, difficile da sperimentare nella vita quotidiana.

Tre persone — due partecipanti e un caregiver — hanno vissuto l'esperienza nella zona più profonda, mentre gli altri si trovavano nell'area vicina all'ingresso.

Il momento che nessuno dimenticherà

Durante il primo incontro del 4 maggio era stato previsto un tempo di permanenza di cinque minuti.

A circa quindici secondi dal termine, uno dei partecipanti pronunciò la parola concordata.

"Luce."

Nel giro di un secondo l'intera grotta tornò illuminata.

Nessuno interpretò quel momento come un fallimento.

Al contrario.

Fu la dimostrazione che ogni persona si sentiva libera di esprimere il proprio bisogno, sapendo che sarebbe stata ascoltata immediatamente.



Il secondo incontro

Fu proprio ciò che accadde il 18 maggio a sorprendere l'intera équipe.

Le due persone che nel primo incontro avevano partecipato nell'area più vicina all'ingresso chiesero spontaneamente di essere accompagnate nella zona del buio assoluto.

Nessuno glielo aveva suggerito.

Fu una loro scelta.

Per questo motivo decidemmo di modificare il protocollo.

Ai partecipanti venne comunicato che l'esperienza sarebbe durata ancora cinque minuti.

In realtà, il tempo venne esteso a sette minuti.

Trascorsi i sette minuti, fu Cosimo Barberis, presidente dell'Associazione Turistica delle Grotte dei Dossi, ad accendere nuovamente l'illuminazione della grotta.

L'atmosfera era cambiata.

Il gruppo affrontava il silenzio con maggiore serenità rispetto alla prima giornata.

Non si tratta di una conclusione scientifica.

È un'osservazione maturata sul campo che merita ulteriori approfondimenti.

Il valore sociale del progetto

L'aspetto più significativo di queste due giornate non riguarda soltanto ciò che è accaduto all'interno della grotta.

Riguarda ciò che è nato tra le persone.

Persone che vivono con il Parkinson, caregiver, speleologi, volontari e professionisti hanno condiviso un'esperienza costruita sul rispetto, sull'ascolto e sulla fiducia reciproca.

Questo progetto dimostra come la collaborazione tra realtà diverse possa generare nuove opportunità di incontro e di ricerca, mettendo sempre la persona al centro.

Ogni esperienza vissuta rappresenta un patrimonio da condividere con il mondo delle associazioni, della cultura e della ricerca.

Una porta aperta sul futuro

Queste due giornate non rappresentano un punto di arrivo.

Sono il primo passo di un percorso che desidera continuare a esplorare il rapporto tra ambiente, silenzio, relazione e qualità della vita.

Le domande sono ancora molte.

Ed è proprio questo il valore della ricerca.

Continuare a osservare, ascoltare e imparare dalle persone.

Perché, a volte, il risultato più importante non è trovare una risposta.

È avere il coraggio di porre una domanda nuova.


📌 Scheda del progetto

Luogo: Grotte dei Dossi – Villanova Mondovì (CN)

Date: 4 e 18 maggio

Partecipanti: persone che vivono con il Parkinson e caregiver

Promotori: Associazione Parkinsoniani del Canavese ODV e progetto di Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa

Collaborazione: Associazione Turistica delle Grotte dei Dossi

Responsabile del progetto: Clemente Ernesto De Martino






Parkinson e Grotte : Quaderno 1 : Che cosa può insegnarci il silenzio?

 


"A volte, per osservare meglio una persona, bisogna prima ridurre il rumore che la circonda."

Quando si parla di Parkinson si pensa immediatamente ai farmaci, alla fisioterapia, all'attività fisica o alla ricerca scientifica. Molto più raramente ci si domanda quale ruolo possano avere l'ambiente, il silenzio e la qualità degli stimoli che accompagnano la vita quotidiana.

Da questa domanda è nato il progetto Grotte e Parkinson, un'esperienza osservativa realizzata alle Grotte dei Dossi di Villanova Mondovì (Cn).

L'obiettivo non è trovare una nuova terapia né proporre soluzioni miracolose. L'intenzione è molto più semplice e, allo stesso tempo, profonda: osservare come una persona possa vivere un ambiente completamente diverso da quello abituale, caratterizzato da silenzio, luce soffusa, temperatura costante e assenza delle continue sollecitazioni presenti nella vita di ogni giorno.

L'idea è nata dopo anni di lavoro con persone che vivono con il Parkinson attraverso la Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa. Nel corso dei laboratori ho imparato che il modo in cui una persona percepisce un ambiente influenza il suo modo di muoversi, di respirare, di comunicare e di relazionarsi con gli altri.

Da questa osservazione è nata una nuova domanda: che cosa accade quando il rumore lascia spazio al silenzio?

Per cercare una risposta abbiamo scelto un luogo straordinario. Le Grotte dei Dossi non sono state selezionate per il loro valore turistico, ma perché rappresentano un ambiente naturale capace di ridurre molti degli stimoli che normalmente accompagnano la nostra quotidianità.

Il progetto è stato costruito con il contributo di speleologi, professionisti, volontari e dell'Associazione Parkinsoniani del Canavese ODV, mettendo sempre al centro la sicurezza e il rispetto delle persone coinvolte.

Questo primo capitolo non vuole offrire conclusioni. Vuole raccontare l'inizio di un percorso. Nei prossimi articoli condivideremo come è nata l'idea, come sono state organizzate le giornate di osservazione, quali figure hanno partecipato al progetto e quali riflessioni sono emerse dall'esperienza vissuta sul campo.

Perché ogni ricerca inizia con una domanda. E ogni domanda, quando nasce dall'ascolto delle persone, può aprire nuove prospettive.

                                                       youtube.com/watch?v=R9aW1iuSmyE

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