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Parkinson : Quaderno 37 -PIN PON e Parkinson quando la voce aiuta a ritrovare il movimento

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 Ci sono momenti in cui una persona che vive con il Parkinson desidera muoversi, ma il passo non parte. Può succedere davanti a una porta, durante una svolta o nel mezzo di un percorso. Questo blocco viene chiamato freezing . Chi lo vive sa che non basta dire «cammina»: serve trovare un riferimento che abbia senso in quel momento e per quella persona. Nei miei laboratori di Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa , o SASR , lavoro con musica, voce, ritmo, movimento e relazione. Una delle proposte che utilizzo si chiama PIN PON . Alterno due suoni vocali, uno acuto e uno grave. Invito la persona ad ascoltarli, a riconoscerne il succedersi e poi, secondo le sue possibilità, a collegare il suono a un gesto o alla preparazione di un passo. Prima il suono poi il movimento Il PIN PON non è un comando a muoversi più in fretta. È un richiamo all’ascolto. La persona può produrre i suoni con la propria voce oppure riceverli da un caregiver che conosce la sequenza. In questo modo il familiare...

Parkinson e Movimento : Quaderno 36 -

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  Quando il ritmo apre il passo Ballo popolare e Parkinson: corpo, suono, respiro e attenzione Una porta. Una persona che vive con il Parkinson. Un ritmo che continua. Durante uno dei nostri laboratori di Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa, il Signor A. — lo chiameremo così per tutelarne la privacy — sta eseguendo una forma adattata dell’An Dro, danza popolare bretone. È concentrato sul suono, sul ritmo, sul respiro e sulla continuità del movimento. Arriva davanti a una porta e la attraversa con apparente naturalezza, continuando e adattando spontaneamente il movimento. Un piccolo episodio che non rappresenta una prova scientifica, ma che ci ha posto una domanda: che cosa accade al movimento di una persona con Parkinson quando il passo entra in relazione con ritmo, respiro e attenzione? Danza, ballo e balletto non sono sinonimi La danza è il concetto più ampio e comprende differenti forme di movimento organizzato del corpo. Il ballo indica più direttamente la pratica del danza...

Meta Verso : Quaderno 35 - Togliere il visore: che cosa rimane?

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IL GESTO CHE ATTRAVERSA DUE MONDI Parkinson, arte e movimento dal reale all’immersivo e ritorno Che cosa accade quando una persona che vive con il Parkinson indossa un visore, entra per alcuni minuti in un altro spazio e poi ritorna alla realtà?     Leggi l'articolo:   https://www.corrierenazionale.net/2026/09/23/parkinson-nuovi-mondi-in-canavese/                                                                 www.suonoecura.com   Da ottobre 2026 iniziamo ad osservarlo sul campo. Nasce SASR-XR, il nuovo progetto sviluppato da Clemente Ernesto De Martino all’interno del suo metodo di Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa, SASR, in collaborazione con l’Associazione Parkinsoniani del Canavese ODV. Il dispositivo utilizzato sarà Meta Quest 3, versione 512 GB, per esperienze di realtà virtuale e realtà mista. ...

Parkinson : Quaderno 34 -Musica, movimento e Parkinson: perché ogni laboratorio è diverso

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  SASR: prima la persona, poi il metodo. Intervista a Clemente Ernesto De Martino                                       Musica, ritmo, voce, danza, disegno, giocoleria. Ma anche grotte, Aikido e realtà virtuale. Che cosa tiene insieme esperienze apparentemente così diverse? La risposta è nella Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa, SASR, il metodo sviluppato da Clemente Ernesto De Martino attraverso un lungo percorso di formazione e lavoro sul campo. Non è terapia. Non è cura. Non è riabilitazione. Non è musicoterapia. Non è animazione. Le arti diventano strumenti attraverso i quali costruire esperienze, osservare la persona e progettare il passo successivo . Ma se le attività cambiano, dov’è il metodo? Abbiamo immaginato di affidare le domande a un neurologo. «Se ogni laboratorio cambia, dov’è il metodo?» NEUROLOGO Lei sostiene che i suoi laboratori non siano sempre uguali. Se continu...

Parkinson :Quaderno 33 -L’arte conserva ciò che il tempo tende a cancellare

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  L’arte conserva ciò che il tempo tende a cancellare Musica, canto, danza, narrazione, teatro, mimo, disegno, scrittura e gioco accompagnano l’essere umano da molto prima che diventassero discipline artistiche codificate. Per secoli sono state strumenti attraverso i quali le comunità hanno conservato e trasmesso storie, conoscenze, emozioni, gesti e identità. Una canzone non conserva soltanto delle parole: conserva ritmo, pause, respirazioni e modi di cantare. Una danza conserva movimenti, direzioni e relazioni nello spazio. Un gioco conserva regole, gesti, strategie e capacità apprese attraverso la ripetizione. Possiamo quindi pensare all’arte come a una forma di memoria che utilizza anche il corpo come archivio . Quando il passato incontra il presente Nel nostro lavoro con persone che vivono con il Parkinson questa idea assume un significato particolare. Non significa sostenere che l’arte possa curare la malattia. Significa osservare come alcune attività artistiche possano...

Allettati: Quaderno 32 - Che cosa vede chi non può cambiare ciò che guarda? L’esperienza SASR “Dal muro al cielo”

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  Che cosa vede chi non può cambiare ciò che guarda? Dal muro al cielo: musica, stelle e possibilità di scelta nelle persone gravemente allettate Immaginiamo di trascorrere gran parte della giornata a letto, senza poter decidere autonomamente dove rivolgere lo sguardo. Davanti a noi sempre la stessa parete. Sopra di noi sempre lo stesso soffitto. Da questa semplice osservazione nacque, nel 2011, una domanda: che cosa possiamo offrire a una persona gravemente allettata che meriti ancora di essere guardato, ascoltato, riconosciuto e, soprattutto, scelto? Tra l’11 gennaio 2011 e l’11 gennaio 2012 sviluppai questa esperienza all’interno di una RSA della provincia di Torino, lavorando con persone con gravissime limitazioni motorie e comunicative. Non cercavo una terapia. Cercavo possibilità. Ros e Maia Chiamerò due delle persone coinvolte Ros e Maia, nomi di fantasia utilizzati per tutelarne l’identità. La comunicazione verbale era fortemente compromessa, ma questo non significava neces...

Parkinson : Quaderno 31 - Parkinson e mimo: cosa accade quando il gesto nasce dalla persona?

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  Quando il silenzio diventa gesto: Parkinson, mimo e memoria del movimento Cosa succede quando togliamo la musica e lasciamo che siano lo sguardo, il silenzio e il corpo a raccontare una storia? È da questa domanda che nasce una nuova esperienza nei laboratori di Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa, SASR , con persone che vivono con Parkinson e caregiver. Questa volta siamo partiti dal mimo e da La Création du monde di Marcel Marceau . Non per riprodurre la sua pantomima, ma per utilizzare la narrazione come punto di partenza per creare qualcosa di personale. Una frase. Un'immagine. Un gesto. Il procedimento è apparentemente semplice. Il racconto viene diviso in brevi parti. Ogni partecipante riceve un frammento. Leggo una parte della storia. La persona ascolta. Poi arriva la domanda più importante: come trasformeresti queste parole in un gesto? Non mostro il movimento. Non esiste un gesto corretto da copiare. È la persona a inventarlo. Una frase ascoltata deve di...