Ogni gesto ha una storia. Ogni lancio è una scelta.
Ogni sorriso è un passo verso il movimento.
E dietro ogni passo c'è spesso una persona che cammina in silenzio accanto a noi.
Quando si parla di Parkinson, l'attenzione si concentra spesso sulla persona che convive con la malattia. Ma accanto a lei c'è quasi sempre qualcuno che percorre lo stesso viaggio. È il caregiver.
Un marito.
Una moglie.
Un figlio.
Una sorella.
Un amico.
È il caregiver.
Nei nostri laboratori abbiamo scelto di non lasciarlo seduto a osservare.
Abbiamo deciso di coinvolgerlo.
Lanciare una pallina insieme.
Seguire il ritmo.
Ridurre la distanza creata dalla malattia.
Condividere un sorriso.
Può sembrare un dettaglio.
In realtà rappresenta uno dei cambiamenti più importanti osservati durante il percorso.
Molti caregiver ci hanno raccontato di aver riscoperto un modo diverso di stare accanto al proprio familiare.
Per qualche momento non erano più soltanto persone che aiutavano.
Erano due persone che vivevano un'esperienza insieme.
Anche questo significa prendersi cura.
Creare occasioni nelle quali la relazione possa uscire, almeno per un'ora, dal ruolo dell'assistenza quotidiana e ritrovare la spontaneità dell'incontro.
Il metodo di Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa nasce anche da questa idea.
Ogni attività è pensata perché nessuno si senta spettatore.
Ognuno può diventare protagonista.
Perché il valore più grande non è riuscire a eseguire un esercizio.
È poter dire, alla fine dell'incontro:
"Oggi abbiamo vissuto qualcosa insieme."

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