Parkinson-Quaderno 6 -l'importanza di monitorare le sedute

 

Parkinson: una videocamera, un fonometro e una domanda

Come facciamo a capire se qualcosa sta realmente cambiando?


Una seduta può andare molto bene.

Un'altra meno.

Un giorno una persona può essere particolarmente presente, un altro giorno più affaticata.

Per questo nel mio lavoro non considero sufficiente osservare una singola esperienza.

Una seduta è una fotografia. Un percorso è un film.

Nella Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa utilizzo da anni strumenti di osservazione che ho progressivamente modificato attraverso l'esperienza sul campo e il confronto con professionisti.

Oggi tre strumenti sono diventati particolarmente funzionali:

videocamera – griglia di osservazione – fonometro.

La videocamera documenta.

La griglia organizza l'osservazione.

Il fonometro aggiunge un dato sulla produzione sonora.

Durante una seduta devo essere presente.

Devo guardare la persona.

Proporre.

Ascoltare.

Modificare una consegna.

Interagire.

Per questo utilizzo anche una videocamera DJI capace di seguire automaticamente il soggetto.

Mentre io rimango nella relazione, la videocamera continua a osservare.

Rivedendo successivamente le immagini posso accorgermi di qualcosa che durante l'attività mi era sfuggito:

un'esitazione;

un movimento iniziato e interrotto;

un cambiamento della postura;

il tempo necessario per rispondere;

uno sguardo;

la coordinazione tra voce e movimento;

ciò che accade quando elimino il ritmo.

Dopo una prima fase di conoscenza, generalmente comincio a utilizzare anche le mie griglie di osservazione SASR.

Non sono strumenti diagnostici.

Servono per organizzare domande.

Ha ancora bisogno dello stesso aiuto?

Comprende più rapidamente la consegna?

Riesce a coordinare due azioni?

Mantiene il ritmo quando tolgo il suono?

Che cosa accade alla voce quando contemporaneamente deve muoversi?

Quest'ultima domanda è particolarmente interessante: uno studio recente ha analizzato proprio voce e cammino contemporaneamente nelle persone con Parkinson, rilevando come il doppio compito possa modificare sia parametri vocali sia quelli della marcia.

Nella SASR non utilizzo questi strumenti per stabilire se una persona è “migliore” o “peggiore”.

Li utilizzo per cercare di comprendere la sua evoluzione.

Dopo dodici settimane posso tornare alle prime immagini.

Dopo ventiquattro settimane posso confrontare le griglie.

Dopo quarantotto settimane posso osservare l'intero percorso.

A quel punto la domanda più importante non sarà:

“Quanti decibel abbiamo guadagnato?”

Sarà:

“Che cosa riesce a fare oggi questa persona che all'inizio richiedeva maggiore aiuto, attenzione o tempo?”

Una videocamera registra immagini.

Un fonometro registra decibel.

Una griglia raccoglie osservazioni.

Ma è il tempo che ci permette di vedere il percorso della persona.

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